CDN Ari: deserto ma….qualcosa trapela

Nella foto la sede Ari di via Scarlatti a Milano

Nuovamente deserto (mancanza di numero legale) l’ultimo CDN Ari che era stato convocato per sabato scorso presso la sede centrale di Milano. Ulteriori spese che vanno ad aggiungersi a quelle più volte ed infruttuosamente sostenute. V’è da segnalare un fatto curioso: Da quando si è insediato l’attuale presidente, non si è riusciti a fare un CDN seriamente valido, nel senso che la presenza probabilmente illegittima dell’ex Presidente Sanna, inficerebbe tutto. Le date sono 18 dicembre 2010 e l’altro presso lo studio degli avvocati nel mese di febbraio, se non andiamo errati . È evidente che vi è un problema di rappresentanza e di peso politico. In effetti il nostro attuale Presidente è stato il 1° dei non eletti e solo perché Mastino ha rinunciato, è riuscito a sedersi in CDN. Insomma, da luglio l’associazione è ferma. Forse perché rappresentata da un socio che non ha avuto il necessario consenso da parte del corpo sociale?
Napoleone, quello vero, diceva: “Wellington e’ un pessimo generale. Prevedo la vittoria entro l’ora di pranzo” (prima di Waterloo- 1815).

Il nostro evidentemente è anche sfortunato.

Da quello che è trapelato dalla riunione informale, atteso l’OdG che parlava di convocazione di assemblea (Straodinaria e Ordinaria), in una discussione assolutamente informale e priva di valore giuridico, pare che il Presidente dovrebbe chiedere oggi ai consiglieri, di firmare una liberatoria che lo autorizzi a convocare l’assemblea straordinaria. Egli quindi potrà procedere alla convocazione dovendosi anche “inventare” un OdG sperando che ci sia un segretario. Infatti IV3SIX si è defilato e I2MQP, che dovrebbe sostituirlo che è vice segretario, lo sostituisca in assemblea. Diversamente il Presidente dovrà fare da solo (il famoso metodo Calabria).

In verità qualcuno sperava altro ossia di non decidere nulla e galleggiare nella sede di via Scarlatti in deroga a qualsiasi regola di carattere morale. Lo abbiamo detto più volte: era un piano ben preciso per stare li sine die e magari portare tutto in tribunale con notevoli rischi per la stessa esistenza dell’associazione.

Questo escamotage, sempre che i consiglieri firmino la liberatoria (ce lo auguriamo), fa saltare in aria i desiderata di qualcuno che è ben lontano dal volere le elezioni. Ad oggi ancora non si è visto neanche il regolamento, nonostante le richieste, per il prossimo indeferibile referendum. Di fatto il CDN andrà in prorogatio.

In merito al trasferimento della sede Ari, il Presidente sarebbe stato formalmente diffidato dal promuovere qualsiasi azione intrapresa o da intraprendere, senza le necessarie formali delibere e/o copertura finanziaria e invitato a rimandare tutto alle decisioni assembleari.
Di EDIRADIO non si fa menzione alcuna, nonostante la richiesta era stata avanzata in assemblea a Varese dal CR Campania e sostenuta da tutti. Il CR Piemonte, come ricordato in altro articolo, ha chiesto formalmente di inserire la discussione nell’OdG della prossima assemblea. Speriamo che che il Presidente ne tenga conto.

Insomma un argomento di cui non si può e vuole discutere. I soci vorrebbero sapere il perchè il come ed il quando e soprattutto cosa c’è sotto. Neanche il famoso parere legale, più volte menzionato, è stato ancora richiesto.
La situazione cause è disastrosa. Anche l’affaire Web è andato a farsi friggere ed è costato all’Ari qualcosa come  20.000 euro se non di più.
Insomma siamo nel guado e nessuno sa come uscirne, meglio, qualcuno non ne vuole uscire.

Più opportuno andare avanti così, pagare avvocati, continuare con le cause legali e magari spremere fino all’osso la vacca. In fine c’è sempre il macello che si prende lo scheletro.

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Francesco Presta

 

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