A.R.I.: in vista dell’Assemblea…

In vista, speriamo presto, della invocata assemblea straordinaria, la popolazione ARI si chiede cosa accadrà e come si evolverà la già critica situazione associativa. Giusto per fare il punto, ricordiamo a noi stessi prima che a Voi, che dopo una lunga serie di convocazioni del CDN  andate deserte, la penultima si è svolta presso uno studio legale di Milano e l’ultima, la settimana scorsa, è andata di nuovo deserta.

Tutti i problemi che finora abbiamo riscontrato, sono ancora sul tavolo e ben lungi dall’essere affrontati e risolti. Evidentemente, la buona volontà che era emersa in una riunione informale a Montichiari è rimasta solo nei ricordi di qualcuno e  non si è tradotta in nulla. Peccato!!!

Ci sono quindi molti questioni ancora aperte: dalla situazione cause civili e penali all’affaire della Segreteria Generale,  dall’incognita degli attuali iscritti alla presenza, non si capisce se legittima o meno, del già presidente Giancarlo Sanna alle riunioni di CDN, dalle ipotesi di bilancio non ancora approvate, Ediradio, appartamenti, ecc.ecc.

Attendiamo perciò tutti con ansia la convocazione dell’assemblea.

La possibilità di svolgere un’Assemblea straordinaria e subito dopo l’ordinaria, come abbiamo già detto, ci sembra cosa impraticabile: quindi si dovrà procedere con i tempi dovuti e dettati dalle regole, indispensabili ad una gestione democratica e trasparente di questo difficile momento. Di questo passo, con le convocazioni di CDN che continuano ad andare deserte, sinceramente non sappiamo né quando né come si potrà procedere alla convocazione dell’assemblea.

Fortuna vuole che il referendum per la nomina di un nuovo direttivo sembrerebbe legittimamente indetto e quindi le sue sorti ora sono in mano al CSN per le procedure che esso deve assolvere anche con celerità imposta dalla situazione.

A voler essere maliziosi, questa situazione sta bene a qualcuno che, continuando a convocare riunioni di CDN pur sapendo che, con ogni probabilità, andranno deserte, può stare lì tranquillo a gestire l’ordinaria amministrazione.

In verità, se l’accezione stretta di questo termine è quella del Codice Civile, sarebbe veramente scorretto perpetuare sine die quest’ amministrazione. Stiamo purtroppo iniziando a pensare che è ormai evidente che la situazione è diventata ideale per continuare a galleggiare e  gestire alla meno peggio l’associazione.

La situazione non è di poco conto se pensiamo che l’ARI è stata destinataria di quasi 500.000 € di finanziamento per un progetto sulla Protezione Civile, anche questo molto discusso, che attendono di essere spesi (se non lo si è già fatto in modo arbitrario) e rendicontati. La solita malizia ci fa pensare che qualcuno ci abbia già messo le mani sopra senza ovviamente  tener conto delle prescrizioni imposte obbligatoriamente da una gestione in ordinaria amministrazione.

Si aggiunga che un C.R., volendo mettere le mani avanti su una questione di qualche anno fa e che riguarda la responsabilità degli amministratori gestione 2006, ha chiesto precisi chiarimenti al CSN sull’eventuale votazione in assemblea della ri-proposta azione di responsabilità da parte del CR Liguria. Si ricordi che l’assemblea del 30/giugno/2007 si era dichiarata per la non ammissibilità dell’azione di responsabilità. Non vogliamo difendere Belvedere & comapany ma è la verità dei fatti.

Oggi quindi il CR Liguria tenta di riproporre la questione e non sappiamo per quale motivo. A noi pare che si stia combattendo una battaglia in cui l’ARI non dovrebbe entrare, una guerra tra suocera e nuora che è alla base di molti guai in seno agli organi direttivi nazionali e periferici.

C’è da segnalare inoltre il tanto discusso verbale dell’assemblea di Varese 2010, non ancora firmato dal Presidente Candia  per i già noti problemi esposti anche su questo sito, ma regolarmente accettato da tutti gli altri aventi titolo. Su questo fatto pende un mandato del CDN a tre avvocati per accertare se si possa ritenere valido ed efficace il detto verbale.

Stando così le cose ci sembra quantomeno arduo pensare di uscirne…sempre che se ne abbia voglia. È nostra convinzione che qualcuno su questa situazione ci stia marciando, come già detto a  scapito, ovviamente e come sempre, dell’ARI e soprattutto dei suoi soci.

In ultimo una chicca che non ci fa per nulla piacere, ma è notizia non verificata per cui prendiamola veramente con le pinze: pare che in riferimento ai rinnovi nel 2011 i soci Ari avrebbero, e sottolineiamo avrebbero, subito una flessione di qualche migliaio di unità. Se fosse vero se ne dovrebbe immediatamente prendere atto come l’ennesimo segnale di sfiducia verso una gestione veramente fallimentare.

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Francesco Presta

 

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