Lo scrutinio in itinere per il referendum Ari, ha assunto caratteri di FARSA. Dopo L’assemblea di Scandicci che aveva dettato precise direttive in merito alle operazioni di voto, prontamente disattese dal Collegio Sindacale e dopo una settimana di lavoro che ha riguardato l’apertura delle buste, eravamo sicuri, visto che il CSN aveva indicato, motu proprio, date e scadenze, che entro questa settimana al massimo, avremmo avuto i risultati con le indicazioni per i nuovi organi direzionali dell’Ari.
Purtroppo e con grande rammarico, dopo che il presidente pro-tempore, I8IEM, Alfredo Migliaccio da Marano Marchesato (Cs), ripescato perché non eletto e grazie alle dimissioni di Mastino, ha rinunciato a spendere soli 2000 € per lo spoglio elettronico, che ci avrebbe consentito di avere già sottomano le risultanze dello scrutinio, compiendo quindi un’azione di grande irresponsabilità verso i soci, ci ritroviamo, per una presunta indisponibilità dei sindaci, a dover attendere un’altra settimana (speriamo!) per la ripresa delle operazioni.
La domanda nasce spontanea: CUI PRODEST?
A chi giova rimandare lo spoglio elettorale?
Non certamente ai soci che sono ansiosi di conoscere le loro sorti.
Crediamo ci sia una precisa volontà ed anche una logica nel voler tirare per le lunghe l’espletamento delle operazioni di scrutinio. È il solito METODO CALABRIA che il Presidente (non eletto e ripescato) ha esportato a livello nazionale, quel metodo che si esplicita nel predicare bene e razzolare malissimo, al contrario di ciò che si è detto e anche scritto: interpretato a seconda delle sue convenienze. È lo stesso comportamento che questo tizio ha messo in campo durante il suo lungo, troppo lungo, mandato come presidente del CR Calabria e, ancor prima, come presidente della sezione Ari di Cosenza.
Lo stesso ora, in combutta con qualche suo compare, sta facendo di tutto per prolungare la sua permanenza ai vertici dell’associazione. Evidentemente l’interesse deve essere grande ed importante. Non dimentichiamo che questo personaggio ha, in barba alle indicazioni assembleari, presentato un progetto al DPC ottenendo un finanziamento di 500.000€ che vanno spesi, e che tutto ciò che ha fatto durante il suo mandato non è supportato da alcuna delibera di CDN, non essendo lo stesso riuscito a convocarne neanche uno: record storico in ARI!
Cosa avranno di tanto importante da fare Migliaccio ed i suoi compari di strada perché si sia reso necessario ed improcrastinabile rimandare le operazioni di spoglio? Il sindaco Fellico, che non ha mai partecipato a nessuna delle giornate di apertura delle schede, non poteva recarsi a Mazzo di Rho, sede di Italia Logistica, per presenziare e sostituire gli assenti che pure non avevano esplicitato motivo alcuno per non proseguire le operazioni? Ma l’Ari non ha anche i sindaci supplenti?
Quindi l’interesse deve essere assolutamente superiore perché si sia deciso un rinvio. Documenti che vanno “aggiustati”? Pratiche che vanno firmate da Migliaccio e solo da lui? Perché questa volontà di protrarre la sua (e quella di altri) permanenza alla massima poltrona in casa ARI?
Se da un lato siamo perplessi, dall’altro non possiamo non considerare che questi signori (è un eufemismo), evidentemente hanno percepito che qualcosa sta cambiando, che può darsi che dallo scrutinio emergono elementi di novità che non sono quelli da loro auspicati. L’eventuale ingresso di soggetti non graditi, tanto al CDN, quanto al CSN, farebbe franare inesorabilmente qualsiasi possibilità di continuare una gestione che è risultata del tutto DANNOSA per la nostra associazione.
Noi i sospetti li abbiamo e anche più di qualche sospetto. È evidente che un’operazione così sconsiderata abbia qualche fine di cui se ne può immaginare l’entità.
Stà di fatto che l’impressione emergente nel corpo sociale è che questo rinvio ha tanto il sapore di un imbroglio.
Vedremo di saperne di più e di tenervi informati.

Redazione








