Lo scrutinio Ari si è finalmente concluso. “Solo” 12 giorni di estenuante attesa per “non” conoscere nemmeno i nomi degli eletti. Si fa per dire poiché, almeno noi, siamo a conoscenza della lista degli eletti, anche se solo in ordine di posto.
La scelta, l’ultima per fortuna, di questo CSN, che ricordiamo ha gestito in modo ridicolo il referendum, a partire dal menefreghismo esplicitato nei confronti del massimo organo legislativo dell’ARI, l’assemblea di Scandicci e per finire alla non pubblicazione immediata degli eletti e dei voti riportati, è che la comunicazione degli eletti è rimandata a dopo la fiera di Busto.
Perché? È quello che si chiedono i soci che hanno assistito, in questi tre anni passati, alla farsesca gestione dell’associazione, impotenti per una reazione energica quanto giusta e dovuta. Ma si sa, il popolo dell’Ari ed Italiano in generale, è fatto così. Sempre supino a subire angherie di ogni genere, disattenzioni ed umiliazioni. Eppure vota, a volte senza senso, premiando proprio coloro che hanno determinato questa pagina brutta, veramente brutta, dell’associazione maggiormente rappresentativa dei radioamatori italiani.
Basta scorrere la lista degli eletti per accorgersi che taluni, condannati per l’affaire delle diffamazioni su internet nei confronti di I4AWX, Luigi Belvederi già Presidente Ari, è ancora sotto processo per altri reati penali fra cui la falsa testimonianza, siano stati rieletti!
Di positivo c’è stata comunque una indicazione per un cambiamento possibile.
Esiste la possibilità di una maggioranza che viri verso un cambiamento radicale quanto necessario?
Tutti i soci onesti se lo augurano.
È un’operazione politica possibile, individuando le novità presenti tra gli eletti, e ve ne sono, e cooptando (surrogando o come volete voi) qualcuno che ha dato prova, nei fatti, di saper gestire un ruolo chiave nella catena organizzativa dell’Ari.
Perché non divulgare i nomi? Il motivo è semplice. Non vogliamo dare nessun appiglio a certi personaggi di allungare il brodo e soprattutto proseguire per qualche altro giorno in una gestione oscurantista che ha allontanato moltissimi radioamatori, non solo dall’associazione ma dalla passione per la radio.
E allora che si proceda, che si abbia il coraggio di affrontare i dinosauri (o presunti tali) e infliggere loro una dura lezione.
Si ripropone il problema delle incompatibilità. Dicevamo prima che tra i rieletti, nel CDN, ve ne sono due che hanno subito un decreto penale di condanna; che si inizi da loro a dichiarane l’incompatibilità, senza se e senza ma. Sono stati condannati e perciò incompatibili con lo Statuto Ari. Che si inizi, ve ne è la possibilità, proprio da qui ad applicare quella trasparenza e quella “moralità” tanto cantata quanto non applicata. Che si inizi a definire, immediatamente, la questione di Ediradio che va chiusa immediatamente. Che si inizi a parlare di un aggiornamento necessario ed urgente delle Statuto e del Regolamento oramai vecchi.
Importante è dare un segno di discontinuità rispetto a quel METODO CALABRIA che ha ferito profondamente la giustizia associativa, metodo supportato da un organo sindacale, per fortuna sonoramente bocciato dallo spoglio e dalla storia.
Speriamo di non rivederli neanche aggirarsi nei pressi di via Scarlatti.

Redazione








